I carrelli abbandonati, esaminiamo alcune statistiche 🛒

Per il settore dell’e-commerce, gran parte degli abbandoni del carrello sono semplicemente una conseguenza naturale del modo in cui gli utenti navigano. Questi sono in gran parte abbandoni di carrello e checkout inevitabili.

Lo studio quantitativo di baymard.com sui motivi dell’abbandono ha rilevato che il 58,6% degli acquirenti online statunitensi ha abbandonato un carrello negli ultimi 3 mesi perché “stavo solo navigando / non pronto per l’acquisto”. La maggior parte degli abbandoni avviene addirittura prima di avviare il flusso di pagamento. Tuttavia, analizzando ulteriormente notiamo le seguenti cause:

Possiamo quindi notare che:

  1. Secondo le 44 fonti statistiche di Baymard.com sul tasso di carrelli abbandonati, il tasso medio di abbandono del carrello a dicembre 2020 è 69,57%.
  2. Sempre secondo lo stesso studio, un flusso di checkout ideale deve essere breve con 12-14 elementi del modulo (7-8 se si contano solo i campi del modulo). Tuttavia, il flusso di checkout medio, contiene 23,48 elementi del modulo visualizzati agli utenti per impostazione predefinite. (14.88 se si contano solo i campi del modulo.)
  3. Secondo la ricerca di Barilliance.com invece, nel 2020 a livello globale i carrelli abbandonati erano il 73,87%
  4. Nel 49% dei casi, l’abbandono del carrello durante il processo di acquisto è dovuto da spese di spedizione e/o tasse troppo elevate. Ricerca Baymard
  5. Il processo di pagamento troppo complicato causa l’abbandono del 18% degli acquirenti. Ricerca Baymard
  6. Secondo la ricerca di OptinMonster il tasso di abbandono dei carrelli è molto più elevato sui dispositivi mobile.

Risulta quindi evidente quanto fatturato si possa “perdere” semplicemente se lo sviluppo del processo di checkout, non dell’intero e-commerce, non viene svolto nel modo corretto.

Condividi su:

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on pinterest
Pinterest
Share on linkedin
LinkedIn

Iscriviti alla nostra newsletter

Per ricevere i nostri articoli e le nostre ricerche via email con una settimana di anticipo rispetto a tutti gli altri